Prima che tutto sia perduto.

Cinque anni fa ho iniziato questo viaggio di scoperta-riscoperta della mia terra, cominciando un diario di viaggio in Puglia e in Basilicata. Qui, provo a catturare, e forse salvare, momenti e scene di ordinaria vita quotidiana, atmosfere, istanti, volti, gesti, sensazioni, cercandoli specialmente tra le strade e i vicoli di piccoli borghi, per raccontare un mondo, una società, attratto soprattutto da quanto di questo mondo si va perdendo e quanto ancora rimane. 
In un meridione sempre in bilico tra il passato e un presente contraddittorio e difficile, tra immobilismo e progresso, tra retaggi atavici e speculazioni selvagge, nei vecchi cuori pulsanti e spesso malandati di città che si espandono tra edilizia e sviluppo troppo spesso insostenibili, si perpetuano consuetudini e ritmi di una quotidianità immersa talvolta in un tempo sospeso e immobile. 
Cerco di raccontare un modo di vivere, una condizione esistenziale, ma è soprattutto una ricerca personale la mia, un viaggio interiore. Un viaggio ancora in corso e senza fine, attraverso le mie personali visioni di un Sud che è soprattutto un tempo della memoria e un luogo dell'anima. Una dimensione spazio-temporale dalle coordinate intime, oltre che geografiche, dove la fotografia è anche una chiave per (ri)trovare se stessi.

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Before everything gets lost.

Five years ago I started this journey of discovery-rediscovery of my land, starting a travelogue in Puglia and Basilicata. Here, I try to capture, and perhaps save, moments and scenes of ordinary daily life, moods, moments, faces, gestures, feelings, searching especially among the streets and alleys of small villages, to tell a world, a society, especially attracted by what of this world is being lost and how much still remains.
In a South always poised between the past and a contradictory and difficult present, between stagnation and progress, ancestral legacies and wild speculations, in the old beating and often battered hearts of cities that expand between constructions and development too often unsustainable, customs and rhythms of everyday life perpetuate sometimes immersed in a suspended time and still.
I try to tell a way of life, an existential condition, but it is above all a personal search, an inner journey. A journey still ongoing and never ending, through my personal vision of a Southern Italy that is primarily a time of memory and a place of soul. 
A space-time dimension with intimate, as well as geographical coordinates, where photography is also a key to (re)find themselves.

 

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